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Red 7 novembre 2018
Le imprese galluresi chiedono la riapertura e il rifinanziamento dei bandi regionali e territoriali. Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Gallura, lancia un appello alla Regione: «Strumenti fondamentali per lo sviluppo ma la burocrazia è troppa»
Le imprese galluresi chiamano la Regione


OLBIA - La crescita delle imprese del nord-est dell'Isola passa anche attraverso gli incentivi regionali. Lo dimostrano le centinaia di realtà produttive della Gallura che, negli ultimi tre anni, hanno letteralmente “preso d’assalto” i bandi regionali e territoriali pubblicati dalla Regione autonoma della Sardegna, ma ottenendo una risposta non soddisfacente ne in termini di tempi di istruttoria, ne di istanze finanziate. Di questo è convinta anche la Confartigianato Gallura, che alla Regione chiede la loro riapertura ed il contestuale rifinanziamento, anche eventualmente con leggi di settore. «Ogni giorno incontriamo aziende che vorrebbero crescere e investire, attraverso questi importanti strumenti – commenta Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Gallura - ma non possono, perché i fondi sono esauriti, i bandi sono chiusi o sono comunque troppo complessi da affrontare. Questa situazione dimostra due cose: che le attività produttive hanno fortemente creduto in questa azione e che le loro necessità, econonomico-finanziarie, sono state sottovalutate». Secondo l’associazione degli artigiani galluresi, lo scorrimento delle graduatorie di tutti i bandi, regionali e territoriali, per i quali siano state stanziate risorse che poi si sono dimostrate insufficienti rispetto alle richieste avanzate, non creerebbe alcun tipo di discriminazione tra le imprese, visto che tutte le pratiche in regola potrebbero ricevere il finanziamento.

Ciò consentirebbe agli operatori economici di creare un’importante leva d’investimenti e di migliorare le condizioni economiche generali di tutta l’Isola e non solo della Gallura. Per gli artigiani, un’auspicata volontà di far scorrere le graduatorie di quei bandi che abbiano visto molte imprese non finanziate in prima istanza per esaurimento delle risorse stanziate, sarebbe un segnale vero di vicinanza e attenzione al sistema economico e produttivo. Contemporaneamente si auspica una celerità nei tempi di istruttoria e soprattutto una riduzione dei margini di interpretazione delle norme che troppo spesso hanno bloccato o rallentato l’iter delle istanze presentate. «Inoltre – sottolinea Meloni – sono tante le realtà produttive che, a prescindere dal contributo pubblico hanno provveduto, con risorse proprie, a portare avanti gli investimenti nonostante non abbiano avuto risposta positiva. Queste sono, secondo noi, quelle che andrebbero premiate per le loro capacità e la voglia di crescere». Per Confartigianato Gallura i veri problemi che affossano la bontà dei bandi rimangono sempre la burocrazia ed i tempi di erogazione dei contributi. Secondo un calcolo approssimato realizzato dall’associazione artigiana, solo il 35percento delle domande riesce a concludere indenne il percorso per entrare nella graduatoria finale per accedere al contributo.

«Sappiamo quali e quante criticità ci siano state nei percorsi delle domande di contributo - riprende il presidente Meloni – e di quanto sia stata elevata la percentuale di domande che sono state bocciate per problemi di carattere burocratico, amministrativo, con responsabilità da addebitarsi non tanto alle imprese ma alle procedure, alle interpretazioni errate e ai meccanismi, che dovrebbero governare questi processi. Certamente, è necessario, oggi più che mai, intervenire sui tempi e sui modi di risposta del sistema degli incentivi rispetto ai tempi e alle esigenze del sistema economico. Occorrerebbe che i funzionari deputati ad analizzare le istanze siano collaborativi verso le imprese e non i primi nemici del nostro sistema economico». Un modo concreto e pratico per superare questi problemi, per Confartigianato Gallura, potrebbe essere anche il rifinanziamento della Lr. n.51 del 1993, che per circa vent'anni ha sovvenzionato le attività e lo sviluppo delle imprese artigiane di tutta l’Isola. Questa richiesta è stata anche ribadita alla Commissione speciale che in Consiglio regionale si sta occupando dei problemi dell’artigianato. Poi, la richiesta finale dell’organizzazione artigiana alla Regione per un reale efficientamento della spesa e per un maggiore utilizzo delle risorse comunitarie. «Chiediamo che quei settori indicati come prioritari dalla Giunta – conclude Giacomo Meloni - ovvero il manifatturiero, i servizi, il turismo comprensivi di ricettività e di ristorazione, l'agroalimentare e la nautica, possano essere messi concretamente nelle condizioni di fruire di questo tipo di supporto. Solo così il nostro territorio potrà nuovamente risorgere, creando economia, lavoro e condizioni sociali adeguati a un territorio che può ancora dare tanto alla Sardegna».

Nella foto: Giacomo Meloni
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