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Red 6 novembre 2018
L’opera di Giuseppe Verdi, terzo appuntamento della Stagione lirica di Sassari, è stata presentata ieri mattina, al Liceo Azuni, davanti a tantissimi studenti
Le luci di Rigoletto in un quadro del Cinquecento


SASSARI – Un quadro del Cinquecento in cui viene ritratta una grande storia popolare, d'amore, passione e morte. Così i registi Paolo Gavazzeni e Piero Maranghi hanno immaginato “Rigoletto”, una delle più amate opere di Giuseppe Verdi, musicata su libretto di Francesco Maria Piave e rappresentata per la prima volta alla Fenice di Venezia nel 1851. Terzo appuntamento della Stagione lirica di Sassari, andrà in scena al Teatro Comunale venerdì 9 novembre (alle 20.30) e domenica 11 (alle 16.30). I due registi hanno raccontato la loro visione del capolavoro verdiano questa mattina, nell’aula magna del Liceo “Azuni” di Sassari, davanti a tantissimi studenti. «Siamo molto contenti di essere qui oggi, perché la musica e l’opera in particolare, devono essere anche vostre, delle giovani generazioni – hanno dichiarato – ed è sbagliato pensare “non vado all’opera, perché non me ne intendo”. Ci vuole soltanto un po’ di pazienza e la disponibilità ad ascoltare una tragedia che va dritta al cuore delle persone: quanta invidia per chi ancora non la conosce e verrà a teatro a vederla».

Gli aspetti musicali ed alcune particolarità dell’opera sono stati descritti da Matteo Beltrami, direttore dell’Orchestra dell’Ente concerti per il Rigoletto sassarese, una coproduzione con il Teatro Coccia di Novara. «Un’opera dai toni scuri, straordinaria – ha spiegato – perché ha dentro tutto e una musica adatta ad ogni situazione, a partire dal preludio, che inizia con il tema della Maledizione scagliata da Monterone a Rigoletto e al Duca di Mantova: bastano pochi secondi per cogliere la solennità di quel momento». Straordinaria la resa dei personaggi dal punto di vista musicale, dai protagonisti Rigoletto, Gilda ed il Duca di Mantova, fino a quelli secondari, come Sparafucile: un vero capolavoro che, fin dalla sua gestazione, ha dovuto fare i conti con la censura politica e religiosa, così come il dramma da cui il libretto è tratto, “Le roi s’amuse”, di Victor Hugo. Rigoletto è tra le opere maggiormente rappresentate in città dal 1952, cioè da quando l’Ente concerti cura la Stagione lirica (otto volte), ma è stata sempre presente nel cartellone sassarese: un’esecuzione del 1886, nell’allora neonato Teatro Politeama, venne diretta da Luigi Canepa. L’ultimo Rigoletto in città è del 2010.

A vestire i panni del buffone crudele e disperato sarà il baritono di origine bulgara Vladimir Stoyanov, grande esperto nel ruolo; il Duca di Mantova sarà il tenore Giulio Pelligra, mentre Gilda sarà interpretata dal soprano polacco Aleksandra Kubas-Kruk. Nel cast, anche il sardo Francesco Leone (il Conte di Ceprano/un usciere), Andrea Comelli (Sparafucile), Sofia Janelidze (Maddalena), Serena Muscariello (Contessa di Ceprano/Giovanna), Fulvio Fonzi (Monterone), Stefano Marchisio (Marullo), Didier Pieri (Borsa) e Veronica Abozzi (Paggio). I costumi cinquecenteschi di Nicoletta Ceccolini si muovono sulle scenografie ideate da Leila Fteita per uno spettacolo di grande effetto, valorizzato dal disegno luci di Tony Grandi. La prima rappresentazione è prevista per venerdì sera, la replica domenicale nel pomeriggio. Mercoledì 7, il Comunale ospiterà l’Anteprima giovani dedicata ai ragazzi delle scuole.

Nella foto: un momento delle prove
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