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A.B. 9 ottobre 2014
Debellare la peste suina africana per ridare slancio all’economia delle zone interne dell’Isola è il titolo del seminario organizzato dalla Copagri Sardegna, in programma domani all’Orlando Resort
Peste suina: se ne parla a Villagrande Strisaili


VILLAGRANDE STRISAILI - Un seminario per discutere su come debellare la peste suina africana. La malattia è presente in Sardegna da trentasei anni ed ancora non si è riusciti a sradicarla, anzi il numero delle aziende si è drasticamente ridotto. Per questo, nell'ambito del progetto pilota affidato dall’Assessorato Regionale dell’Agricoltura all'agenzia “Laore Sardegna”, per una campagna di informazione e prevenzione della peste suina africana, “Copagri Sardegna-Confederazione Produttori Agricoli” ha organizzato per venerdì 10 ottobre, a Villagrande Strisaili, all’“Hotel Orlando Resort”, in località “Santa Barbara”), un seminario sul tema. Il dibattito, che vuole favorire il rilancio del comparto suinicolo in Sardegna, vedrà la partecipazione degli assessori regionali dell’Agricoltura e della Sanità, autorevoli tecnici dei due assessorati, delle Asl, di Laore Sardegna e di “Agris”.

Combattere la peste suina africana è compito delle istituzioni che sinora non sono riuscite nell’intento, ma è anche interesse primario degli allevatori che Copagri invita a collaborare. Occorre una strategia comune e condivisa tra tutti gli enti coinvolti: assessorati, Asl, enti locali, allevatori e le loro organizzazioni, sapendo cosa si deve fare, come e chi lo deve fare. «Occorre prendere atto – afferma il presidente regionale di Copagri Ignazio Cirronis – che in questa fase il pascolo brado non può essere esercitato e che tutti i suini devono essere anagrafati. Bisogna favorire con misure adeguate l’emersione degli animali irregolari senza disperdere il patrimonio eccezionale rappresentato dal suino sardo, una delle sei razze suine autoctone riconosciute in Italia, che ha una potenzialità immensa». Secondo il coordinatore regionale di Copagri Sardegna Pietro Tandeddu, «sarà quindi possibile lavorare per ottenere il riconoscimento della dop “porchetto sardo” da latte che rappresenta la produzione prevalente e tipica degli allevamenti sardi e, un domani, davanti ad un soggetto organizzato, lavorare ad una dop per le carni di suino sardo come fatto per la razza “cinta senese” in Toscana, il cui lardo, per non citare le produzioni più nobili, ha prezzi di tutto rispetto».

Dal canto suo, la Regione Autonoma della Sardegna, con il nuovo “Psr”, favorirà il processo con un premio legato al mantenimento della razza sarda e, come nuova misura, con un rimborso delle maggiori spese sostenute per garantire il benessere degli animali, misura fino ad oggi prevista esclusivamente per gli ovicaprini. Come scritto il numero delle aziende è calato, tanto che il fabbisogno locale di carni suine è soddisfatto solo per il 53percento. Nell’Isola, rimangono sessantanove salumifici, che ormai lavorano solo carni provenienti dalla Penisola e dall’estero. Il valore dei salumi, rilevato sulla base di un consumo di 300mila quintali, ammonta a 125milioni di euro, senza alcuna ricaduta positiva sugli allevatori sardi.
Commenti
15:36
La lotta alla peste suina è´ unna battaglia doverosa e il percorso alla legalità altrettanto ma le Istituzioni che hanno fatto la voce grossa e usato il pugno di ferro con un blitz con centinaia di uomini di forze dell´ordine per l´abbattimento dei Maiali allo stato brado che credibilità pensano di avere agli occhi dei barbaricini?
12:00
E´ polemica a Desulo dopo il blitz di ieri per l´eradicazione della peste suina, con centinaia di uomini delle forze dell´ordine, che ha portato all´abbattimento di oltre cento capi di maiali che pascolavano allo stato brado
30/5/2016
Ai ripetuti avvertimenti ha risposto che «non aveva visto alcun cartello» e che «conosceva bene i periodi di riproduzione dell’avifauna». Peccato che la zona sia interdetta dal 15 aprile al 15 agosto
30/5/2016
In stretto raccordo con la Questura di Nuoro ed avendo informato il sindaco all´inizio dell´operazione, l´Unità di missione regionale è intervenuta oggi per risolvere il problema, più volte segnalato, della presenza di suini che circolano liberamente all´interno del paese
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