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Red 23 marzo 2019
La rassegna prosegue al Teatro Civico, sabato e domenica, con uno stage intensivo “Dalla Tragedia greca al dramma moderno”, che coinvolgerà un massimo di venticinque allievi nello studio sulla tragedia greca e sull’evoluzione della stessa, in quello che viene definito “dramma contemporaneo”
Tutti dicono BobòScianèl a Sassari


SASSARI - La rassegna “Tutti dicono BobòScianèl” prosegue al Teatro Civico di Sassari, sabato 23 e domenica 24 marzo, con uno stage intensivo “Dalla Tragedia greca al dramma moderno”, che coinvolgerà un massimo di venticinque allievi nello studio sulla tragedia greca e sull’evoluzione della stessa, in quello che viene definito “dramma contemporaneo”. Gli iscritti si caleranno inizialmente nelle atmosfere epiche della tragedia classica che, per gli abitanti di Atene del Quinto secolo avanti Cristo era una cerimonia di tipo religioso con forti valenze sociali. La tragedia è l’estensione in senso drammatico di antichi riti in onore di Dioniso, dio dell’estasi, del vino, dell’ebbrezza e della liberazione dei sensi, temi questi, che arriveranno ad essere centrali anche nel Romanticismo.

La natura della tragedia è strettamente connessa con l’epica, quindi con il mito, ma dal punto di vista della comunicazione sviluppa mezzi del tutto nuovi. Infatti, si vedrà il fondersi dell’azione (fondamento del teatro) con la mitologia. Gli allievi percorreranno i più importanti brani di Sofocle, Euripide ed Eschilo e si caleranno nelle atmosfere solenni del grande rapporto dell’uomo con gli dei. Ogni gesto, ogni movimento sulla scena sarà guidato da un grande controllo ed un fortissimo senso dell’equilibrio, così come lo spazio scenico e gli attori saranno legati da un costante rapporto di pieni e vuoti, di un bilanciamento costante delle presenze e delle assenze. Un grande lavoro di concentrazione e di ascolto tra gli attori, un percorso concentrato per immergersi dentro le radici del teatro, dentro la scintilla che scatenò le prime improvvisazioni.

Gli allievi saranno condotti a fare una sorta di dissolvenza, un passaggio temporale che li riporterà alla contemporaneità di una “moderna tragedia della quotidianità”. Si domanderà come i temi cari alla tragedia greca possano essere traslati ai problemi di oggi, ai conflitti sociali e politici, ai drammi di una comunità. Si interrogherà su come la rappresentazione teatrale odierna del dramma si sia levata di dosso orpelli e sovrastrutture per scarnificarsi fino a rendere visibile solo l’essenziale, il dramma purificato dunque. Forse per questo ancora più teso e coinvolgente, più crudo e diretto. I grandi drammi dell’uomo sono sempre gli stessi, nulla è cambiato in centinaia di anni, se non il modo di raccontarli, di interpretarli sulla scena, di arrivare più o meno intensamente all’anima ed al cuore dello spettatore. Nell’ultima parte del seminario, gli allievi saranno impegnati nel sondare le varie possibilità registiche e di messa in scena di alcuni brani cinematografici. Domenica 24, alle 20, le porte del Teatro Civico verranno aperte al pubblico per un confronto aperto degli studenti. Un esito scenico dello stage, uno step fondamentale, imprescindibile se consideriamo che il rapporto tra pubblico ed attori nasce esattamente con la tragedia greca.
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