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A.B. 21 settembre 2018
«Ad Alghero non esiste nessun caso di bollette pazze». La precisazione arriva direttamente da Abbanoa, all´indomani della presentazione in regione di una dettagliata interrogazione a firma del consigliere regionale algherese Raimondo Cacciotto
Abbanoa, Alghero: 600 utenze fantasma


ALGHERO - «Ad Alghero non esiste nessun caso di bollette pazze: lo confermano anche tutte le recenti sentenze dei Tribunali che hanno dato sempre ragione al Gestore. Da anni Abbanoa fattura regolarmente ogni tre mesi: le bollette si basano sulle letture dei contatori eseguite dagli operatori muniti di palmari elettronici che consentono il caricamento automatico dei dati, la precisa localizzazione tramite il sistema di georeferenziazione e la fotografia digitale della lettura caricata che potrà essere richiesta in qualsiasi momento dagli utenti a garanzia del consumo realmente fatturato».

La precisazione arriva direttamente da Abbanoa, all'indomani della presentazione in regione di una dettagliata interrogazione a firma del consigliere regionale algherese Raimondo Cacciotto. «Soltanto nei casi di contatori inaccessibili (perché dentro le abitazioni), si procede a una fatturazione in acconto e il saldo viene effettuato a seguito di successive verifiche. Sono casi eccezionali e ormai residui, come quello sollevato in questi giorni relativamente a un condominio con otto contatori interni e una perdita nel proprio impianto privato. Anche in questo caso i consumi sono stati certificati e quindi gli importi sono corretti».

Abbanoa ha messo ordine al caos ereditato dal precedente gestore del servizio idrico nella città di Alghero. La banca dati delle utenze era incompleta e piena di errori. E’ stato necessario eseguire un censimento porta a porta per verificare ogni singola utenze. Sono emerse oltre 600 utenze “fantasma” che non erano presenti nei vecchi database e numerosi allacci abusivi. Le maggiori criticità erano legate proprio ai condomini: grazie a un’intesa attività di confronto diretto con gli amministratori sono state sanate le criticità tramite la procedura delle soluzioni negoziate che ha garantito verifiche caso per caso e piani di rientro specifici. Chi non ha scelto la via del dialogo, intraprendendo invece il contenzioso giudiziario, non ha avuto ragione da parte dei Tribunali e si è ritrovato a pagare anche le spese legali.
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