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Nuoro NewsnotizieportotorresEconomiaLavoro › Ammortizzatori: «9 milioni per Porto Torres e Portovesme»
M.P. 30 giugno 2018
La Giunta fa notare che “l’Unione Europea e le disposizioni in materia di aiuti di stato non c’entrano assolutamente nulla con questa norma, perché le risorse sono destinate a lavoratori licenziati non certo alle aziende”
Ammortizzatori: «9 milioni per Porto Torres e Portovesme»


PORTO TORRES - «Le dichiarazioni dell’attuale presidente della Commissione Affari Europei del Senato sul rifinanziamento degli ammortizzatori sociali per le aree di crisi complessa non solo sono errate ma anche fuorvianti». Lo dichiara l’assessorato regionale al Lavoro dopo che la commissione Politiche Ue del Senato ha espresso parere positivo sul provvedimento che rifinanzia gli ammortizzatori in deroga per le aree di crisi complessa. Il decreto legge numero 44 del 9 maggio 2018 costituisce l’ultimo atto del Governo Gentiloni e all’articolo 1 prevede un finanziamento di nove milioni di euro destinati agli ammortizzatori sociali nelle aree di crisi complessa in Sardegna.

Il senatore M5s Ettore Licheri, aveva spiegato che compito della commissione che presiede era quello di verificare che i soldi stanziati non fossero da considerarsi “aiuti di stato”.«La norma è stata fortemente voluta dall’allora Ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda,- spiega la giunta regionale - che nel corso di uno degli ultimi tavoli aperti al Mise sulla vicenda ex Alcoa era stato informato dalle organizzazioni sindacali che erano ormai esaurite le risorse per il pagamento dei trattamenti di mobilità in deroga in favore dei lavoratori (sia ex dipendenti diretti di Alcoa che ex dipendenti delle imprese esterne) e che perciò, a partire dal 1 luglio 2018 i lavoratori avrebbero cominciato a perdere il trattamento a sostegno del reddito».

Nelle more del riavvio degli impianti da parte di Sider Alloys, si rendeva perciò necessario recuperare risorse per garantire ai lavoratori lo strumento di sostegno del reddito perlomeno sino al 31 dicembre 2018. «Il Mise ha così assunto l’impegno di portare nell’ultimo consiglio dei ministri del Governo Gentiloni una norma per il finanziamento della mobilità in deroga e, poiché al tavolo erano presenti sia l’assessora regionale del lavoro, Virginia Mura, sia i vertici del Ministero del Lavoro, sono stati definiti i destinatari del provvedimento (i lavoratori delle due aree di crisi complessa della Sardegna: Portovesme e Porto Torres) e le risorse necessarie (cioè, nove milioni di euro)».

«Attualmente, il decreto legge è in fase di conversione, ma l’Unione Europea e le disposizioni in materia di aiuti di stato non c’entrano assolutamente nulla con questa norma, perché le risorse sono destinate a lavoratori licenziati non certo alle aziende. Quindi, se un merito c’è, è sicuramente da attribuire in prima battuta all’ex Governo, - sottolinea la Regione - per l’efficacia e la tempestività della sua azione, e poi alla Regione, in particolare l’Assessorato del Lavoro, che da sempre segue con attenzione la vertenza e che ha sottolineato immediatamente al Ministro l’esigenza di tutelare i lavoratori già operanti a Portovesme e Porto Torres con gli ammortizzatori sociali in scadenza». Un altro articolo del decreto legge si riferisce effettivamente a problematiche di cassa integrazione e, quindi, in linea teorica, trattandosi di ammortizzatori sociali destinati alle imprese, potrebbero intervenire valutazioni connesse a eventuali aiuti di stato.

«Ma, in questo caso, la norma consiste in una mera variazione di date rispetto a una disposizione contenuta nella Legge di Bilancio 2018, già pienamente valida ed efficace e comunque non riguardante imprese della Sardegna. Infine, per quanto riguarda i 9 milioni destinati ai lavoratori di Porto Torres e Portovesme, l’Assessorato del Lavoro fa sapere che, dopo gli ultimi incontri con le organizzazioni sindacali, le autorizzazioni per i pagamenti sono già in corso».
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