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Red 11 giugno 2018
«Siamo un punto di riferimento internazionale. Continueremo a lavorare per favorire lo sviluppo e l´occupazione nel settore», ha dichiarato l´assessore regionale della Programmazione Raffaele Paci
Sardegna regione spaziale


CAGLIARI - La Sardegna esempio internazionale per le sue politiche sull’aerospazio. Di quello che è stato già fatto nell’Isola, dei prossimi progetti e delle nuove prospettive si è parlato in una tavola rotonda organizzata da Airpress, rivista mensile specializzata nel settore, e Vitrociset con il vicepresidente della Regione autonoma della Sardegna Raffaele Paci, il presidente dell’Agenzia spaziale italiana Roberto Battiston, il presidente dell’Inaf Niccolò D’Amico, parlamentari e consiglieri regionali. «Sardegna regione spaziale, il titolo di questa tavola rotonda riassume bene quello che la nostra isola rappresenta oggi per il settore - ha dichiarato Paci - Come Giunta crediamo molto nell’aerospazio, l’abbiamo sostenuto dal primo momento inserendola nella nostra S3, la strategia di specializzazione intelligente, abbiamo investito tanto e continuiamo a farlo. I risultati che sono già arrivati, i riconoscimenti da parte della Nasa, il ruolo strategico del Radiotelescopio di San Basilio, gli investimenti di Avio nel Sarrabus e di tante altre imprese del distretto aerospaziale dimostrano che la strada è quella giusta. La Sardegna, come è stato più volte riconosciuto durante il dibattito, è ormai un punto di riferimento mondiale: abbiamo professionalità importanti, condizioni ideali per ospitare strutture di ricerca, forti competenze nell’alta tecnologia e nel digitale. Facendo sinergia, lavorando tutti insieme, possiamo raggiungere risultati ancora più importanti: ma in questo è fondamentale la continuità di sistema, garantire una traiettoria comune su cui i privati possono contare e in cui le università giocano un ruolo decisivo».

L’assessore regionale della Programmazione ha poi ricordato che la Regione ha già investito oltre 10milioni di euro nei bandi per l’aerospazio. «Bandi che hanno avuto un successo enorme, con domande di finanziamento che hanno superato di molto la dotazione disponibile tanto che abbiamo aggiunto altri soldi per garantire il finanziamento di tutti i progetti idonei. Questo dimostra che è un settore che sta crescendo molto e che, come si vede dai progetti presentati, sta riuscendo a passare dalla fase di ricerca pura a quella di ricaduta sul territorio, e questo è un passaggio fondamentale, perché è quello che può portare sviluppo e posti di lavoro».

L’unica strada, o almeno la più importante per una regione come la Sardegna, un’isola periferica e poco popolata. «Con l’alta tecnologia possiamo superare il gap geografico, che spesso è un limite, trasformandolo in una risorsa - ha sottolineato Raffaele Paci - Le caratteristiche della nostra isola e le competenze digitali che possiamo garantire sono ideali per ospitare importanti progetti internazionali, come sta già accadendo: pensiamo ad Aria nella miniera di Seruci o a SarGrav a Lula, candidata a ospitare un laboratorio di ricerca internazionale sulle onde gravitazionali da un miliardo di euro, pezzi di storia del nostro passato che rivivono grazie all’alta tecnologia. Questa è la strada, e noi continueremo a percorrerla con decisione per raggiungere risultati sempre più importanti per i nostri giovani e il loro futuro».

Nella foto: l'assessore regionale Raffaele Paci
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