Nuoro News
Notizie    Video   
NOTIZIE
Nuoro News su YouTube Nuoro News su Facebook Nuoro News su Twitter Alguer.cat
Nuoro NewsnotiziesardegnaOpinioniSanitàControriforma, chiude anche la Guardia medica
Roberto Ferrara* 10 aprile 2018
L'opinione di Roberto Ferrara*
Controriforma, chiude anche la Guardia medica


Con la riforma della sanità, o controriforma come la chiamano alcuni, scopriamo in questi giorni che sta arrivando una nuova batosta per il diritto alla salute dei sardi. Da poco c’è stato un incontro tra la Direzione Generale dell’Ats e le rappresentanze sindacali dei medici di medicina generale durante il quale, sembrerebbe, sia stata delineata la nuova strategia del risparmio sulla pelle dei cittadini. La sanità nel territorio, assicurata negli ultimi 40 anni dal servizio congiunto di medici di base e guardia medica, rischia un poderoso ridimensionamento. Il presidio di guardia medica presente e fondamentale soprattutto nei piccoli centri, con attività notturna, prefestiva e festiva, a supporto di quella diurna del medico di base, offre attualmente un’assistenza medica capillare per tutte le 24 ore.

Questa riforma, invece, mirerebbe al superamento del servizio di guardia medica fino alla sua scomparsa, con la riorganizzazione dell’attività di medicina generale secondo un modello di continuità assistenziale di sedici ore giornaliere, H16, e non più H24 com’è attualmente. Per le rimanenti ore bisognerà rivolgersi al 118 che perciò sarà oberato da un lavoro di routine, a danno del delicato ruolo di intervento che oggi svolge per le urgenze e le emergenze. Il numero delle guardie mediche verrà ridotto da 190 a 29, per poi man mano sparire. Ad Alghero presumibilmente chiuderà la guardia medica ubicata presso l'Ospedale Marino, con un ovvio e conseguente congestionamento del pronto soccorso ospedaliero.

I medici verranno associati in una forma organizzativa (AFT o aggregazione funzionale territoriale) e saranno 62 su tutto il territorio regionale, per un bacino d’utenza di 30 mila persone ciascuno. Si tratta di un sistema di rete che dovrebbe garantire assistenza per 16 ore al giorno dal lunedì al venerdì – dalle 8 del mattino sino alla mezzanotte – e per 12 ore al giorno nel week end (dalle 8 alle 20). Nelle ore notturne, come detto, l’assistenza sarà invece affidata al servizio emergenza-urgenza del 118. Le AFT saranno affiancate da un'altra forma organizzativa multiprofessionale, le Case della Salute, 43 in tutta l'isola, in cui i medici di medicina generale verranno affiancati da infermieri, specialisti, riabilitatori, assistenti sociali, con livelli vari di complessità.

Queste ulteriori forme di aggregazione possono forse funzionare in Regioni come l’Emilia Romagna, che ha un’elevata densità di popolazione, un territorio e un sistema di infrastrutture che facilitano gli spostamenti, ma difficilmente rappresenteranno garanzia di facile accesso e presa in carico dei cittadini in Sardegna, viste le differenti caratteristiche fisiche, di viabilità e di densità abitativa, ma anzi comprometteranno quella capillarità e prossimità ai luoghi di vita delle persone, elemento distintivo dell'assistenza territoriale.
Se non possiamo che essere d’accordo su una riduzione degli sperperi e degli sprechi nella più onerosa voce del bilancio regionale, la Sanità, non possiamo neanche tacere davanti a un chiaro peggioramento del servizio sanitario essenziale, per difendere il diritto fondamentale alla salute sancito dalla Costituzione.

La Giunta regionale non può, con la scusa del risparmio, devastare il sistema sanitario, penalizzando gravemente interi territori che non hanno la fortuna di avere vicino i pochi e mal distribuiti presidi sanitari. E non può deresponsabilizzarsi, attribuendo pieni poteri al Direttore Generale della Azienda Unica che, non eletto, si appresta a fare una riforma che presuppone scelte politiche e, in quanto tale, dovrebbe essere condivisa con i Sindaci ed i cittadini ed approvata in Consiglio Regionale, massima assise in cui si esprime la volontà dei Sardi, e non certo portata avanti da un uomo solo al comando. Come Movimento 5 stelle abbiamo presentato istanze e mozioni durante la scorsa legislatura parlamentare per tutelare i presidi sanitari nei territori svantaggiati e nelle isole minori, vedi La Maddalena, distanti e isolati oltremodo dai centri di cura, purtroppo la situazione va evolvendosi nel verso opposto.

*Graziano Porcu e Roberto Ferrara, Movimento 5 stelle Alghero
Commenti
18/9/2018
Il divieto riguarda le vie Sieni, Vardabasso, Morandi, Siglienti, Ugo La Malfa, Melis, Demuro e Piazza Aldo Moro. Lo si legge nell´ordinanza firmata oggi (martedì) dal sindaco di Sassari Nicola Sanna, che rimarrà in vigore fino alla verifica di conformità per i nitriti
20:06
Il Piano per l’abbattimento delle liste d’attesa, attuato nell´Unità operativa di Radiologia dell´ospedale Giovanni Paolo II, sta generando ottimi risultati. E´ stato possibile incrementare il numero delle prestazioni aggiuntive per gli esami radiodiagnostici ritenuti urgenti
17/9/2018
I Sindaci della Sardegna sono con la popolazione, con le fasce marginali, con i deboli e chiedono al governo che vengano rispettate le prerogative della Regione Sarda che ha poteri costituzionali in materia di sanità e per giunta ne sostiene i relativi costi
18/9/2018
Servizio trasporto in ambulanza: l´assessore regionale della Sanità ha incontrato i rappresentanti delle postazioni della centrale 118: «Pronti a dare risposte alle istanze degli operatori»
17/9/2018
Sclerosi laterale amiotrofica: lo studio “Disruption by SaCas9 endonuclease of Herv-Kenv, a retroviral gene with oncogenic and neuropathogenic potential, inhibits molecules involved in cancer and amyotrophic lateral sclerosis” dell´Università di Sassari contribuisce a far luce sull´origine della malattia
© 2000-2018 Mediatica sas