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Mariangela Pala 10 ottobre 2017
«Il consiglio comunale di Porto Torres deve ergersi a protagonista nelle scelte economiche, programmatiche e progettuali che segneranno il futuro dell’area industriale Turritana e del nostro territorio più in generale». È con questo spirito che la segreteria cittadina del Partito sardo d’Azione ha valutato la necessità di presentare una mozione in consiglio
Chimica verde: «il Consiglio intervenga nelle scelte »


PORTO TORRES - «Il consiglio comunale di Porto Torres deve ergersi a protagonista nelle scelte economiche, programmatiche e progettuali che segneranno il futuro dell’area industriale Turritana e del nostro territorio più in generale». È con questo spirito che la segreteria cittadina del Partito sardo d’Azione ha valutato la necessità di presentare una mozione in consiglio sottoscritta dal capogruppo Costantino Ligas perché nell’elaborazione del nuovo Protocollo d’intesa sulla chimica verde l'assemblea civica della città venga coinvolta. «Riteniamo che le risorse contenute nel Protocollo del 2011 - sostiene la segretaria Ilaria Faedda - devono essere rimodulate finanziando progetti, studi e opere di stretto interesse economico e sociale per il nostro territorio».

Il partito dei Quattro Mori ha ritenuto di dover coinvolgere anche il gruppo consiliare regionale che ha fatto proprie le preoccupazioni e le proposte della Sezione cittadina “A. Simon Mossa”. Con la mozione presentata dal capogruppo Ligas, si chiede che «il consiglio comunale si riappropri del ruolo che gli compete e si sforzi di valutare le idee e le soluzioni che Il Partito reputa inseribili nel testo del nuovo documento sulla Chimica Verde». Il filo conduttore del pensiero sardista sull’argomento, è quello di fare un ragionamento unico su: i nuovi progetti energetici proposti da Eni; i forti ritardi nell’assolvimento degli impegni assunti in passato, bonifiche in primis; i danni ambientali derivati dalla presenza dell’ex chimica pesante e l’esigenza di prevedere, tra i progetti che sostanzieranno il Protocollo in discussione, anche interventi, così detti, di compensazione sociale.

«La richiesta forte rimane quella di evitare che i 230 milioni di euro destinati alla centrale elettrica alimentata a bio-masse – si legge nella mozione - prendano strade diverse da quella del territorio di Porto Torres e del processo di riqualificazione e rilancio dell’area industriale turritana». Nella fase di programmazione e gestione degli interventi che hanno a che fare con il comparto industriale e quello agricolo, il Psd’Az ritiene che non si può fare a meno delle professionalità ed esperienza in capo al Consorzio industriale provinciale di Sassari e consorzio di Bonifica della Nurra.

«La mozione – conclude la segretaria Faedda - tratta le ipotesi di utilizzo delle somme che sostanzieranno il nuovo Protocolloche vanno dal concorrere nel progetto di revamping e ammodernamento del depuratore consortile, alla realizzazione di un nuovo depuratore che tratti esclusivamente le acque bianche e di prima pioggia, all’effettuazione di studi e ricerche che portino a “sistema” l’utilizzo della risorsa acqua, fino alla realizzazione di un dissalatore per usi industriali e civici».
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