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Red 10 ottobre 2017
In diciotto anni, il Piano non era mai stato chiuso. «Recuperiamo gli ultimi 90milioni e paghiamo altre perenzioni», dichiara l´assessore regionale del Bilancio Raffaele Paci
Parte il Piano di rinascita della Sardegna


CAGLIARI - La Regione chiude il Piano di rinascita della Sardegna a ventitre anni dalla sua entrata in vigore ed diciotto anni più tardi rispetto a quando l’ultima tranche dell’importo complessivo avrebbe dovuto essere erogata. Due anni fa, nell’Assessorato regionale del Bilancio guidato da Raffaele Paci, ci si è accorti che lo Stato non aveva ancora pagato la somma prevista per l’ultimo anno di attività, il 1999, perché le Amministrazioni regionali precedenti non avevano mai presentato il rendiconto finale: 90milioni di euro, circa il 10percento del totale, che sono stati ora finalmente riconosciuti e saranno utilizzati per pagare debiti della Regione andati in perenzione.

«Controllando la documentazione, ci siamo resi conto che quel Piano dopo ventitre anni non era mai stato chiuso, che ben 90milioni non erano mai stati riscossi e che, incredibile ma vero, nessuno se ne era mai preoccupato. A quel punto, gli uffici si sono messi al lavoro per ricostruire tutti i passaggi e i dettagli, e hanno riaperto il rapporto con Roma su questo versante - spiega Paci - Scoprire tutto questo è stato possibile grazie al lavoro di ripulitura dei conti regionali che, come ho spiegato altre volte, rientra in un’operazione trasparenza che vogliamo portare fino in fondo, con forza e convinzione per lasciare in ordine le casse regionali. Chiudere il Piano di rinascita, e ancor prima accorgersi che era rimasto sospeso, è un grande risultato di due anni di duro lavoro per il quale ringrazio i miei uffici. Con questi 90milioni pagheremo altre perenzioni, abbattendo così ulteriormente l’enorme debito della Regione che abbiamo trovato accumulato». La legge n.402 del 1994 “Provvedimenti urgenti per lo sviluppo economico e sociale della Sardegna in attuazione dell’art.13 dello Statuto Speciale” destinava 910miliardi di lire (461milioni di euro) per il programma di investimenti urgenti da realizzare nell’Isola. La Regione ha provveduto a redigere e proporre al Cipe un programma complessivo di interventi urgenti per gli anni 1994-1998, approvato dal Consiglio regionale il 17 febbraio 1995. La riprogrammazione è stata approvata dal Consiglio il 7 agosto 1998 e presentata a settembre al Cipe, che a dicembre ha approvato il “Programma di intervento per gli anni 1998-99”. Dopo aver verificato che l’annualità relativa al 1999 non era mai stata versata, l’Assessorato ha aperto un confronto con Ragioneria dello Stato, Dipe e Cipe per ottenere il saldo. La relazione di chiusura e la richiesta di erogazione del saldo è stata trasmessa a fine 2016 al Cipe che, nella seduta del 10 luglio, ha preso atto della chiusura del Piano di rinascita sancendo così il diritto della Regione ad avere il trasferimento dell’importo rimanente.

Con i 90milioni del Piano di rinascita, a cui la Giunta su proposta dell’assessore del Bilancio ha deliberato di aggiungere altri 60milioni, saranno pagate le perenzioni con cifre assegnate a ciascun Assessorato. «Sono soldi che permetteranno alla Regione di saldare i debiti con i Comuni e con le imprese, dando ossigeno al sistema economico della Sardegna. Soldi che arriveranno agli enti locali, che potranno così utilizzarli per pagare le imprese che hanno realizzato le opere», spiega il vicepresidente della Regione. Fra gli interventi più rilevanti a cui sono destinati i pagamenti, troviamo opere di riqualificazione urbana, interventi contro la dispersione scolastica e per la promozione della lettura, piani di edilizia residenziale pubblica, strade, emergenza idrica, opere fognarie, eliminazione delle barriere architettoniche dagli edifici pubblici, internazionalizzazione delle imprese. A fine 2013, le perenzioni della Regione ammontavano a 2,7miliardi e nel 2016 si erano ridotti ad 1,3miliardi, risultato fortemente apprezzato dalla Corte dei conti come scritto nell’ultima relazione sulla parifica del Bilancio e ribadito durante la seduta pubblica. Nel 2017, saranno pagati altri 200milioni, quindi alla fine dell’anno i debiti perenti ancora da pagare saranno 1,1miliardi. «Questo significa che, dall’inizio della legislatura, le perenzioni della Regione sono state ridotte di ben un miliardo e 600milioni. Un risultato che è frutto di un lavoro duro, costante, serio che continueremo a fare per favorire la ripresa del sistema economico sardo», conclude Paci.

Nella foto: l'assessore regionale Raffaele Paci
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